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Istituto di formazione riconosciuto dallo Stato (in Germania)

 

Le Costellazioni Hellinger® sciencia di Bert e Sophie Hellinger sono divulgati in tutto il mondo attraverso la Hellinger®schule e i loro docenti nei vari corsi di formazione al „Costellatore Hellinger sciencia®“. Tutti i seminari tenuti da Bert e Sophie Hellinger e della Hellinger®schule sono riconosciuti per la formazione.

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Panoramica su come l’amore riesce

Presentazione

Molti pensano di essere liberi nella loro vita. Tuttavia l’amore segue ordini.

                  Così come la vita segue ordini, ai quali noi ci dobbiamo adeguare affinché riesca, lo stesso vale  anche per l’amore.

                  Noi seguiamo molti ordini dell’amore in modo automatico. Li conosciamo. Noi sappiamo che quando contravveniamo ad essi , feriamo il nostro amore. Innanzitutto,  l’amore tra uomo e donna. Per esempio, l’ordine che nell’amore deve esserci  una compensazione tra prendere e dare.

                  Altri ordini ci rimangono  spesso sconosciuti, perciò, noi li trasgrediamo. Ci meravigliamo che a noi l’amore non riesce sebbene noi tentiamo di tutto affinché riesca.

                  Queste note danno  una visione d’insieme su questi ordini che spianano la strada ad un altro amore, un amore più profondo.

Molti degli ordini dell’amore celati vengono alla luce con le costellazioni familiari, ma anche con riflessioni  che mi sono arrivate indipendentemente da quest’ordine. A ciò appartengono le mie riflessioni  sull’azione della coscienza e sui movimenti dello spirito.

                  Qui, li ho riassunti chiaramente. Ci conducono in un’ altra ampiezza dell’amore.

Amore e ordine

Gli ordini dell’amore esistono indipendentemente dai nostri desideri  o paure.  Quando noi li violiamo, si riveleranno a noi con le conseguenze.

                  Un modo con il quale diventano evidenti è la costellazione familiare così come l’ho proposta  ad un grande pubblico nelle sue molteplici caratteristiche. Prima che io descriva in dettaglio questi ordini, dico qualcosa sulla costellazione familiare e su come essa si svolge.

Cosa viene alla luce sugli ordini dell’amore con la costellazione familiare?

Nella costellazione familiare, così come io l’affronto e la mostro, viene messo in scena un rappresentante per una persona che vuole chiarire qualcosa per sé. Per esempio,  vuole chiarire quali possono essere i retroscena di una malattia o delle sue difficoltà nella relazione di coppia o cosa ci sia d’intralcio al suo successo nella vita.

                  A tal riguardo, il rappresentante ha bisogno di sapere solo poco o proprio nulla. Si rivela che appena viene messo in scena, entra in contatto con un altro mondo spirituale, dal quale  riceve precise informazioni su ciò.

                  Non solo il rappresentante deve sapere solo poche informazioni concrete, ma egli non si deve neanche fare nessuna idea sulle informazioni  che gli arrivano. Egli, coinvolto, si deve lasciar prendere da un movimento che si impadronisce di lui.

                  Per esempio, abbassa il suo sguardo senza che possa resistere a questo movimento, o egli si gira e guarda in una direzione specifica.

                  Se il rappresentante guarda il pavimento, il costellatore sceglie una seconda persona e la prega di stendersi con la schiena sul pavimento davanti a questo rappresentante. Dall’esperienza, il costellatore sa che se un rappresentante dà lo sguardo al pavimento, guarda ad un morto. Sa anche di più. La persona,  rappresentata dal rappresentante, è attratta da un morto. Così, in breve, viene alla luce di cosa si tratta per lei. Si tratta di vita e morte.

                  Quando il primo rappresentante se ne va e guarda in una direzione particolare, il costellatore sceglie un ulteriore rappresentante e lo mette in scena là, dove va lo sguardo del primo rappresentante.

                  Nessuno sa, chi rappresenta quest’altra persona e allo stesso modo, poco o nulla si sa, su chi rappresenta la persona stesa sul pavimento. Tuttavia, i rappresentanti vengono presi da un movimento che li cattura.

                  In questo modo, si sviluppa una costellazione passo, passo. Anche la persona della quale si tratta, viene presa da un movimento. Per esempio, lei piange, o ella stessa entra nella costellazione e si mette vicino alla persona che giace sul pavimento senza che di regola venga  detta alcuna parola. Tutto prosegue come guidato da mano sconosciuta.

                  Allo stesso tempo, anche gli spettatori che condividono la costellazione vengono presi da sentimenti simili. Improvvisamente, essi riconoscono che ciò che si svolge davanti ai loro occhi ha qualcosa a che fare anche con loro.

L’altra dimensione

La domanda è: da dove viene questo movimento che si manifesta nei rappresentanti,  nel costellatore e in coloro che, allo stesso modo, ne vengono catturati?

                  Viene da una dimensione spirituale che ci avvolge completamente esternamente e in profondità.  Ci afferra irresistibilmente,  in un modo che aiuta. Ci  afferra personalmente e allo stesso tempo, afferra  tutti  coloro con i quali noi siamo in contatto e dobbiamo essere in contatto. Ci mette in contatto con coloro, con i quali, in qualche modo anche da sempre, eravamo separati. Vale a dire: è un movimento dell’amore. E’ il movimento di un amore più completo. E’ un movimento creativo che mette ordine in qualcosa che era in disordine.

                  Ciò presuppone che noi ci lasciamo prendere da questo movimento, senza propri desideri  ed intenzioni, solo posseduti da esso. Vale a dire che noi diventiamo in esso aperti e davanti a lui piccoli.

Gli ordini dell’amore

Oltre ai movimenti dei rappresentanti e ai loro conseguenti risultati, in una costellazione vengono  alla luce anche i disordini che conducono a problemi e a malattie e quegli ordini che devono essere onorati e ristabiliti. Tutti questi ordini sono ordini dell’amore e della vita.

L’uguale diritto di appartenenza

Il primo e basilare ordine dell’amore dice: tutti coloro che appartengono alla nostra famiglia hanno uguale diritto di appartenenza.

Non appena ad un membro della famiglia viene rifiutata o negata questa appartenenza, si determina un disordine con conseguenze.

Esempi

1.     L’esempio più evidente è quando un membro della famiglia viene ucciso e l’aborto è il modo più diffuso. Qualsiasi siano le giustificazioni che sempre vengono date per questo atto, nell’anima dell’assassino, qui soprattutto nell’anima della madre, si hanno conseguenze di ampia portata.  Anche nell’anima degli altri componenti della famiglia si hanno conseguenze di ampia portata.

2.     Un’altra forma di esclusione è quando un bambino viene volontariamente dato via o in adozione, o quando un bambino nato da un’altra relazione viene nascosto e quindi escluso. Ciò vale, allo stesso modo, per i bambini abortiti di nascosto.

3.     Quando un componente della famiglia viene escluso perché ci si vergogna di lui. Per esempio, un bambino portatore di handicap gravi, o un componente che abbraccia un altro credo o che ha qualcosa da farsi perdonare.

4.     Con la costellazione familiare si mostra che vi appartengono anche i bambini dimenticati, che non vengono menzionati. Per esempio, un bambino nato morto. Ma anche un bambino morto prematuramente, quindi anche un aborto spontaneo e un bambino morto già nel grembo della madre.

La domanda è: quali sono le conseguenze quando ad un componente della famiglia viene negata l’appartenenza in questo modo?

Su questo punto,  prima deve essere chiarita la domanda: chi appartiene alla famiglia, quali componenti possiedono il diritto di appartenenza?

Nella costellazione familiare si mostra quali sono le persone che appartengono alla nostra famiglia e che quindi devono essere riconosciuti come membri della famiglia. Oltre ai consanguinei, appartengono ancora anche altre persone. Le elenco facendo una panoramica.

 

Chi appartiene alla nostra famiglia?

1.     Tutti i bambini, anche quelli abortiti, abbandonati, dati via e dimenticati. Inclusi i fratellastri e i fratelli legittimi.

2.     I genitori e i loro fratelli naturali, inclusi quelli abortiti, dati via e dimenticati.

3.     Partner precedenti dei genitori. Nella costellazione si mostra che essi vengono rappresentati dai figli della futura relazione, se non vengono visti e riconosciuti come appartenenti.

4.     I nonni, ma senza i loro fratelli, anche se a tal riguardo esistono eccezioni. Anche qui, includiamo  i partner precedenti dei nonni.

5.     In più e questo è qualcosa di nuovo, venuto alla luce con la costellazione familiare, appartengono alla famiglia tutti coloro che con la loro morte precoce o con la loro sfortuna hanno procurato un vantaggio agli altri membri della famiglia. Con ciò, hanno contribuito alla sopravvivenza della loro famiglia attuale e dei loro discendenti.

6.     Se  componenti della famiglia fossero colpevoli della morte di altri uomini, le loro vittime appartengono alla famiglia e devono essere riconosciute come appartenenti.

7.     Questo vale anche viceversa. Se nella famiglia c’erano vittime di assassini esterni alla famiglia, anch’essi appartengono alla famiglia. Si mostra, che quando questi non sono riconosciuti come appartenenti, vengono rappresentati da componenti futuri della famiglia. Vale a dire che membri futuri della famiglia  provano in loro l’energia omicida degli assassini, nonostante siano completamente ignari di loro.

8.     In verità, tutti coloro che noi rifiutiamo o verso i quali ci sentiamo debitori, vengono rappresentati più avanti da altri membri della famiglia. Per lo meno a livello di sentimenti, ma spesso anche nel comportamento.

 

Le conseguenze dell’esclusione

Nella famiglia, dove c’era l’esclusione di un membro della famiglia, esiste  un movimento  che cerca di andare a riprendere il componente escluso o dimenticato per  ridargli il posto spettante. Fino a quando ciò non avviene, l’escluso viene rappresentato da un altro membro della famiglia. La persona esclusa si impossessa di questo membro senza che questi se ne renda conto.  L’escluso si fa notare nella famiglia tramite questa persona.

                  Questo membro si sente anche lui escluso. Egli prende su di sé i sentimenti e i sintomi del componente escluso e alla fine anche il suo destino. Noi, nella costellazione familliare, lo chiamiamo irretimento.

                  Nella costellazione familiare l’irretimento viene alla luce e può essere risolto quando il membro  escluso viene accolto nuovamente nella famiglia.

                  Di questo fenomeno colpisce il fatto che normalmente l’irretimento  prende un componente della famiglia che non era in nessun modo responsabile dell’espulsione. Spesso risale alla  generazione precedente o addirittura a quella prima ancora. L’irretito viene prescelto per questo compito da un’altra forza, al di là delle nostre concezioni di colpa e innocenza.

                  In questo senso, l’irretimento ha un effetto impersonale perché ha una visione d’insieme. Vuole il ripristino dell’ordine e quindi vuole ricongiungere quello che é separato, desidera che venga anch’esso unito agli altri.

In questo compito,  cioè per il ripristino di quest’ ordine vengono coinvolti non solo i responsabili dell’esclusione, ma anche i loro discendenti.

Molti problemi nella famiglia – famiglia qui nel senso più ampio di quello inteso prima – sorgono a causa della violazione di questo ordine. Si mostra anche che l’uguale diritto di appartenenza viene prestabilito ed imposto da un potere  più alto.

2. L’ordine di rango (gerarchico)

Il secondo ordine dell’amore basilare richiede che ognuno di noi nella sua famiglia occupi il suo specifico posto, che appartiene solo a lui.

                  Quest’ ordine di rango è un ordine gerarchico. Ciò significa che in esso ci sono alcuni che stanno più  in alto e vengono prima e altri che stanno sotto di loro e vengono dopo.

                  Cosa stabilisce l’ordine gerarchico? Il periodo di appartenenza. Chi era membro della famiglia prima ha la precedenza su coloro che sono venuti dopo di lui. Quel potere che nella vita designa tutto ha chiamato lui prima di coloro che gli sono venuti dopo.

                  In questo modo, i genitori vengono prima dei loro bambini, il primogenito viene prima del secondogenito e così via. Ciò significa che se uno arrivato dopo si solleva al di sopra di colui che c’era prima, egli  infrange quest’ ordine gerarchico.

                  Ognuno, nella famiglia, ha il suo posto che gli spetta. Nessuno può o deve contendergli questo posto, per esempio, volendo elevarsi sopra di lui o scalzandolo dal suo posto.

                  L’ordine gerarchico viene spesso ferito nella nostra cultura perché con l’esercizio del libero arbitrio e del diritto di affermare sé stessi,non viene considerato da molti rispettosamente.

Le conseguenze di questa violazione sono tremende. Esse decidono sul successo e l’insuccesso e spesso sulla vita e la morte. Le conseguenze mostrano che qui si tratta di un ordine divino contro il quale nessuno può contravvenire senza avere brutte conseguenze per sé e per gli altri.

                  Questi ordini vengono alla luce nelle costellazioni familiari. Il loro ripristino é la premessa per una vita riuscita e per qualsiasi altro successo.

Le conseguenze della violazione dell’ordine gerarchico

Nella violazione dell’ordine gerarchico può persino esserci la pena di morte, intesa qui in un senso ampio.

                  Questo può spaventare,  soprattutto perché l’ordine gerarchico viene, per lo più, ferito inconsapevolmente e anche per amore. 

Se un bambino percepisce interiormente che uno dei genitori è attratto dalla morte per un qualsiasi motivo, egli può dirsi  interiormente nell’anima: “meglio io che te”. Vale a dire, per esempio:

“E’ meglio che mi ammali io piuttosto che te”

“E’ meglio che muoia io al tuo posto”

“E’ meglio che pago io per un delitto piuttosto che te”

“E’ meglio che porti io la tua colpa al tuo posto”

“Sparisco io piuttosto che te”

“Mi uccido io al tuo posto”

                  Tuttavia, un bambino sta nell’ordine gerarchico sotto ai genitori. Se egli vuole morire al loro posto, egli si solleva al di sopra di loro, come se potesse disporre della loro vita e morte. Attraverso queste frasi interiori egli si pone sopra di loro, al primo posto.

L’innocenza

Il bambino, tuttavia, non nota che si pone ad di sopra dei suoi genitori. Egli si solleva sopra di loro con un amore che lo rende pronto a sacrificare la sua vita. Questo amore conduce alla morte senza poter  evitare agli altri il loro destino.

                  Qui, dovremmo interrompere un attimo poiché la portata di questo ordine e la sua violazione contraddice il fondamento del credo della religione cristiana. Questa religione predica un amore che sacrifica la sua vita per altri e promette  loro come premio la salvezza eterna.

                  La costellazione familiare mette in evidenza che questo amore è una condanna al fallimento. Non: “Ognuno porti il carico degli altri” ma: “Ognuno porti da solo il suo proprio destino e le conseguenze del suo comportamento,  senza addossarlo ad  un altro.” Solo così, egli rimane grande e nella sua dignità. Solo così lascia a coloro, che vogliono prendere il  suo posto, il loro destino e rende libera la loro propria vita.

 

L’amore più grande

Dove è qui l’amore più grande? L’amore più grande rimane senza arroganza, senza volersi elevare sopra altri. Allo stesso tempo,  assegna loro, il loro proprio posto. Dove? Sotto.

                  Nelle costellazioni familiari si mostra che alla fine, ognuno è grande come gli altri.

                  Quale è il compito di quest’ ordine gerarchico dell’amore? Ognuno rimane al suo posto. Il rispetto dell’ordine di rango è la premessa per il successo in tutte le relazioni. Va oltre i conflitti e conduce alla conciliazione. Si dimostra essere un ordine della pace.

Altri ordini dell’amore

I seguenti ordini dell’amore nella vita di tutti i giorni sono facilmente verificabili. Noi possiamo subito percepire se ed in che misura essi valgono.

Dare e prendere

L’ordine del dare e prendere ci viene richiesto dalla nostra coscienza. Serve alla compensazione del dare e del prendere e con questo allo scambio nelle nostre relazioni.

Non appena, noi prendiamo o riceviamo qualcosa da qualcuno, noi ci sentiamo allo stesso modo obbligati a dargli qualcosa  e proprio qualcosa dello stesso valore. Ciò significa: noi ci sentiamo in colpa nei suoi confronti finché non gli abbiamo ritornato qualcosa di adeguato e abbiamo quindi compensato. Dopo di che, ci sentiamo, nei suoi confronti, nuovamente innocenti e liberi. Questa coscienza non ci lascia in pace finché non abbiamo compensato.

                  Noi  sentiamo tutti i movimenti della coscienza come colpa o innocenza, in qualsiasi ambito e in qualsiasi momento. Ora mi limito a quelli che hanno a che fare con il dare ed il prendere.

 

Dare e prendere con amore

Quando qualcuno mi dà qualcosa ed io compenso, per esempio pagando il prezzo intero, la relazione finisce. Entrambi riprendiamo la nostra strada.

                  Se io lo pago troppo poco, la relazione continua. Da un lato, perché io mi continuo a sentire in colpa verso di lui. Dall’altra parte, perché egli si aspetta da me ancora qualcosa. Una volta che io ho saldato completamente entrambi siamo  liberi l’uno verso l’altro.

                  Diverso è tra innamorati. Oltre al bisogno di compensazione entra in gioco anche l’amore. Ciò significa che non appena ricevo qualcosa da qualcuno che amo, io gli ritorno più dell’uguale o del pari. Per questo,  l’altro si sente di nuovo in obbligo. Ma siccome lui mi ama, anche lui mi dà  di più di quello che richiede la compensazione.  In questo modo, cresce il volume del dare e prendere tra innamorati  e così anche la profondità del loro rapporto.

Disordini nel dare e prendere

Un disordine l’ho già nominato: io do meno di quello che ho ricevuto.

Ciò vale anche all’incontrario, quando io do di più all’altro di quanto egli possa o voglia ritornare.

 Molti lo ritengono un amore speciale quando ricolmano l’altro d’ amore. Per esempio, quando cercano di dargli di più di quanto questi riesca a sopportare. In questo modo, la loro relazione non è più in equilibrio perché è difficile, per l’altro, ristabilire la parità.

Quale è il risultato? Colui al quale viene dato troppo, oltre l’armonia, abbandona la relazione. Il non essere in armonia provoca il contrario di quello che sperava il donatore.

Le relazioni di coppia nelle quali uno dà di più di quello che prende non possono che naufragare. Lo stesso vale in quelle dove uno prende più di quello che è pronto a dare o può dare. Per esempio nel caso di un portatore di handicap.

                  A dire il vero, anche qui può esserci una compensazione, quando il portatore di handicap riconosce che deve prendere di più di quello che può tornare e per questo, invece di sollevare pretese, ringrazia gli altri di cuore. Anche ringraziare serve alla compensazione.

La compensazione mediante il trasmettere

Non sempre è possibile compensare tornando all’altro qualcosa di ugual valore. Chi può ritornare ai genitori qualcosa di ugual valore? O ad un insegnante che lo ha aiutato? Nei loro confronti, ci sentiamo in obbligo per tutta vita.

                  Molti vogliono sfuggire al peso di questo obbligo, pertanto rifiutano di prendere di più da loro. Si fanno male perché il peso di questo  senso di colpa diventa più grande. Rifiutano di prendere la vita invece di viverla completamente.

                  Esiste una semplice via d’uscita per compensare anche qui in modo bello e pieno.  Noi compensiamo dando a chi viene dopo. Innanzi tutto ai propri figli, ma lo possiamo fare anche in molti altri modi, mettendoci al servizio della vita.

                  E su questo tutti sono d’accordo sia i donatori  sia chi prende.

La compensazione in negativo

Il bisogno di compensare si manifesta allo stesso modo e spesso anche di più, nei casi in cui altri ci hanno fatto qualcosa di male.  Allora, anche noi vogliamo fare loro qualcosa di male, nel senso di occhio per occhio e dente per dente.

                  Stranamente, entrambe le parti si aspettano questa compensazione. Non solo la vittima,  a cui è stato fatto qualcosa di male, ma anche coloro che le hanno fatto del male, perché si sentono in colpa verso di lei.

La vittima medita vendetta. L’assassino vorrebbe disfarsi della sua colpa per cui egli espia.

Ma, cosa succede realmente? Si arriva ad una compensazione? O di regola la vittima fa all’assassino qualcosa di molto peggio? Quali sono le conseguenze?

                  L’assassino sente: questo è andato oltre. Da parte sua, egli cerca la compensazione e questa volta come vittima che per compensare fa qualcosa di male all’altro. Anche di più rispetto a quello che richiederebbe la compensazione. In questo modo, aumenta la compensazione in negativo. Invece di amarsi reciprocamente l’un l’altro, diventano l’uno contro l’altro nemici.

                  Sui retroscena di questo strano atteggiamento mi addentrerò più tardi. Qui, ora, mostro la soluzione.

Vendetta con amore

Il bisogno di compensazione, anche in contesto negativo, è inevitabile. Dobbiamo assecondarlo. Se dovessimo cercare di reprimere questo bisogno e superarlo con sublime virtù, per esempio perdonando l’altro, noi mettiamo in pericolo la relazione. L’altro, attraverso il perdono, non è più in una relazione da pari a pari bensì in un rapporto di inferiorità e superiorità.

                  Il risultato è simile a situazioni in cui si  ricolma l’altro d’ amore dandogli più amore di quello che l’altro può tornare.

                  Il vero perdono riesce solo se reciproco. Per esempio, nei casi in cui entrambi non ritornano più ai fatti passati,  neanche una volta col pensiero. Deve essere finito per sempre.

                  La via più facile per uscire dal circolo vizioso delle continue ferite reciproche, che diventano sempre crescenti se si infligge all’altro una ferita uguale o persino maggiore di quella ricevuta,  è quella di  ferirlo un po’ meno. Vale a dire: ci si vendica ma questa volta con amore.

                  All’improvviso, l’altro si meraviglia. Entrambi si guardano e si ricordano del loro amore com’era all’inizio. Già, i loro occhi iniziano a brillare e lo scambio del dare e prendere in senso positivo ricomincia da capo.

                  A dire il vero, entrambi sono diventati più prudenti e rispettosi l’uno dell’altro e il risultato di questa compensazione è quello di aver reso più profondo il loro amore.

L’istinto di annientamento

Nel profondo della nostra anima, c’è un arcaico istinto di sopravvivenza che deriva dai tempi in cui l’umanità si è sviluppata, quando la sopravvivenza del proprio gruppo dipendeva dall’annientamento degli altri gruppi che l’attaccavano. Nessuno di coloro che apparteneva agli altri gruppi doveva rimanere.

Anche più tardi, vennero condotte delle guerra di questo tipo. Non si trattava solo di vincere gli altri gruppi o di respingere un attacco, bensì di proteggersi contro di loro uccidendo fino all’ultimo i loro membri.

Un esempio di questo, lo si trova nella Bibbia, quando Dio ai discendenti d’Israele che fecero irruzione per  conquistare, ordinò: voi tutti dovete  morire: uomini, donne, bambini e il bestiame , come un olocausto per  Geova.

Moderni esempi di questo sono i tentativi di annientare un intero popolo, i così detti genocidi e il tentativo del nazionalsocialismo in Germania di distruggere l’intero popolo ebraico compresi i bambini.

                  L’istinto di annientamento che è in noi viene tenuto a freno dallo stato di diritto e dall’ordine pubblico. Questi ci proteggono dall’istinto di annientamento degli altri e dal nostro contro gli altri.

Non appena l’ordine pubblico viene meno, questo istinto irrompe libero per le vie.

L’istinto di annientamento nelle nostre relazioni

Come si mostra questo istinto di annientamento nelle nostre relazioni? Ne siamo immuni?

                  Cosa succede, per esempio, nella nostra anima quando un partner ci ha fatto male? Vogliamo tornargli il male che ci ha fatto in ugual misura per compensare? O spesso, gli auguriamo, a causa di questa piccolezza, persino la morte e vogliamo distruggerlo?

                  L’istinto di annientamento è il retroscena e la forza motrice per l’escalation di molte piccole ferite nelle relazioni di coppia.

                  Perché dico tutto questo? Se noi sapessimo  quale è il potere dell’istinto di annientamento che esiste in noi e ci rammentassimo qual’ è la sua provenienza, allora diventeremmo più prudenti. Compensiamo  qualcosa di poco importante con qualcosa di poco importante e meglio ancora se con minor intensità piuttosto che con più intensità.

Il disordine della coscienza

Molti guardano alla coscienza come all’istanza più alta ed ultima a cui attenerci durante la vita e ciò perché la nostra sopravvivenza è legata all’appartenenza sulla base della coscienza.

                  Questo lo devo spiegare più in dettaglio.

1.     Noi dobbiamo sapere che ogni famiglia ha una sua propria coscienza. Con l’aiuto della coscienza percepiamo immediatamente ciò che dobbiamo fare o lasciare per poter appartenere a questa famiglia. Se noi seguiamo le direttive di questa coscienza noi abbiamo una buona coscienza e che significa:  siamo sicuri di appartenere.

2.     Se violiamo le direttive della nostra coscienza, noi abbiamo una cattiva coscienza. Ci sentiamo in colpa. Qual’ è il sentimento preciso se noi abbiamo una cattiva coscienza e ci sentiamo in colpa? Noi abbiamo paura di mettere in pericolo o perdere il diritto di appartenenza alla nostra famiglia.

3.     La cattiva coscienza ci condiziona in modo tale da cambiare il nostro comportamento ed avere di nuovo una buona coscienza che ci rende sicuri di avere ancora il diritto di appartenenza al nostro gruppo.

L’errore più grande con la buona e cattiva coscienza sta nel ritenere che la nostra coscienza abbia una validità generale,  cioè che vale  non solo per noi ma per tutti gli uomini. Per cui, molti considerano la loro coscienza come la voce di Dio nella loro anima.

        Se noi crediamo che coloro, che vengono da un’altra famiglia, hanno le stesse nostre idee, nonostante le direttive della loro coscienza si differenzino ampiamente dalle disposizioni della nostra coscienza, allora capiamo quali difficoltà esistano quando due uomini  si appellano alla loro coscienza. Ognuno vuole convincere l’altro a seguire la sua coscienza invece della propria.

La coscienza nella relazione di coppia

Quale disordine può produrre la coscienza in un rapporto di coppia lo si vede quando ogni partner cerca di portare l’altro verso la sua coscienza. Misura l’altro in base ai criteri della sua coscienza e giudica giusto o sbagliato, il comportamento dell’altro in base alla sua coscienza.

        Questo disordine vale per entrambi i partner,  provocando la fine del rispetto e dell’amore e in molte relazioni  porta a litigi infiniti.  Soprattutto,  quando si tratta di come devono essere educati i figli.

ll sì nella relazione di coppia

Come potremmo liberarci dal disordine della coscienza nella nostra relazione di coppia? Riconoscere  il partner,  la sua famiglia, la sua coscienza al pari di noi. Noi gli diciamo quindi: “ Io ti amo, così come sei, esattamente così come sei. Io amo tua madre, così come è, proprio come é. Io amo tuo padre, così come è, proprio come é. Io amo la tua famiglia, così come è, al pari della mia.“ In questo modo abbiamo fatto un passo sopra la limitatezza della nostra coscienza, un passo dell’amore.

        Lo stesso vale con i nostri bambini. Qui, possiamo sperimentare, innanzitutto, se a noi questo passo è riuscito. Per esempio, se noi diciamo interiormente e anche apertamente ad un bambino: “In te amo tuo padre, così come è e mi rallegro se un giorno diventerai come tuo padre.”  O: ” In te amo tua madre, così come è  e mi rallegro se un giorno diventerai come tua madre.”   Cosa accade allora al bambino? Diventa felice. Perché egli ama entrambi i genitori, così come sono. Queste frasi hanno anche un altro effetto. Il bambino viene lasciato libero di andare per la sua strada.

Coscienza e amore

Chi segue sempre la sua coscienza rifiuta gli altri. Per poter appartenere alla sua famiglia, egli deve considerare gli altri, che sono diversi perché hanno un’altra coscienza, inferiori e  meno buoni e sé stesso migliore di loro. La sua coscienza gli impedisce di avere attenzione e amore per gli altri perché diversi.

        Tutte le distinzioni di buono e cattivo e di scelta o abiezione, o di cielo e inferno provengono dalla coscienza.

Ciò permette di creare il nostro Dio in base ai criteri della nostra coscienza.  Egli amerà solo quelli che ama la nostra coscienza ed esclude quelli che la nostra coscienza esclude dal nostro amore.

        E’ ovvio, che anche gli altri, che hanno una coscienza diversa, hanno un Dio che segue la loro coscienza. Anche loro escludono gli altri in base ai criteri della loro coscienza e del loro Dio. Per esempio noi.

        Così, la buona coscienza dell’ uno e la buona coscienza dell’altro tengono divisi gli uomini, i popoli e le religioni.    La loro buona coscienza li porta l’uno contro l’altro. Questo giustifica le peggiori crudeltà contro altri, per esempio nelle guerre di religione.

Errori dell’amore

Io ritorno alla parte iniziale di questa panoramica, al capitolo sull’uguale diritto di appartenenza e sull’ordine gerarchico. La violazione di questi sono in larga misura creazioni della coscienza. Esse vengono legittimate dalla buona coscienza e messe in movimento.

L’uguale diritto di appartenenza

Qualcuno viene escluso dalla sua famiglia quando non corrisponde ai criteri della coscienza familiare. Per esempio, quando egli si lega ad un gruppo che ha un’altra coscienza. L’esclusione viene legittimata dalla buona coscienza della sua famiglia e da lui desiderata. A volte, questa si spinge così oltre che il membro viene assassinato.

        Oppure una donna nasconde un figlio o lo dà via perché nella sua famiglia è  un disonore avere un bambino illegittimo, o ella abortisce questo bambino per paura di essere esclusa. Qui, vediamo come la buona coscienza  può essere  contro la vita.

        Diversamente, se una donna in queste circostanze dà via un bambino, o se abortisce un bambino e si vuole liberare del sentimento di colpa in base alla compensazione del dare e prendere allora, ella vuole espiare. Vale a dire che lei si fa qualcosa di male. Ella forse si ammala e vuole morire.

L’ordine gerarchico

Tuttavia, non deve espiare l’interessato  stesso. E’ sufficiente che l’espiazione avvenga tramite qualcun altro che rappresenta chi dovrebbe effettivamente espiare. Anche questo è un movimento della coscienza. La compensazione non ha bisogno di essere personale. Chi vuole questa compensazione? Il Dio della coscienza.

        Tutte le vittime che vengono prescelte da questo Dio della coscienza, in particolar modo tutte le piccole vittime (i bambini), servono ad espiare al posto di qualcun altro. Ciò significa, che essi si sacrificano per compensare un’esclusione. Chi è pronto a prendere su di sé il compito dell’espiazione ha la benedizione di coloro per i quali egli si sacrifica. Questo è uno spostamento della compensazione nel senso di:  prima la vittima e poi la benedizione.

        Questo movimento della coscienza ha effetto sui tentativi dei bambini di salvare i loro genitori e per fare questo, essi vogliono ammalarsi o morire al loro posto.

        Nello stesso tempo, è proprio  questo movimento della coscienza a sottostare ad ogni tragedia. Tuttavia , qui assistiamo ad una violazione dell’ordine gerarchico per cui, uno che viene dopo si inserisce al posto di colui che stava prima, senza  rendersi conto che questo  spostamento viola l’ordine gerarchico. Per quale motivo?

        La coscienza lo rassicura che con quello che sta facendo si  guadagnerà un diritto più grande di appartenenza alla sua famiglia.

L’altro ordine dell’amore oltre la nostra coscienza

Il consenso

Con la costellazione familiare emerge anche un altro ordine dell’amore, oltre a colpa ed espiazione, cioé  quando i rappresentanti in una costellazione  vengono presi a servizio di un altro potere, diverso dalla loro coscienza. Questo potere supera tutte le differenze tra buono  e cattivo, intesi secondo i criteri della coscienza e li riunisce. E’ un movimento del consenso al tutto e ad ognuno così come é.

I movimenti dello spirito

I movimenti dello spirito sono movimenti creativi. Come movimenti creativi muovono tutto così come è senza differenza alcuna. Perciò, essi sono rivolti, in ugual misura, al tutto e ad ognuno, anche verso coloro che sotto l’influsso della nostra coscienza vogliamo escludere o non averci a che fare.

        Come possiamo essere in unisono con questi movimenti e con il loro amore? Ci lasciamo condurre da loro, come si lasciano condurre  i rappresentanti durante una costellazione familiare. I rappresentanti non sanno dove questi movimenti li condurranno. Poiché  si lasciano portare, essi vengono condotti a soluzioni per le persone coinvolte e per le loro relazioni, che aprono  vie nuove ed  inaspettate.

        Queste vie sono diverse, più ampie rispetto alle nostre normali aspettative e desideri. Stanno oltre le nostre aspettative e paure e oltre i nostri sentimenti di colpa.   Queste vie stanno oltre anche alla nostra ricerca di superare la nostra colpa con l’espiazione e stanno oltre ai nostri tentativi di addossare la nostra colpa ad altri affinché la portino al posto nostro o di prenderla noi  al loro posto.

        Solo, l’essere in sintonia con i movimenti dello spirito e con i movimenti della suo amore ci rende aperti per qualsiasi ordine dell’amore che permette sempre la nuova forza creatrice.  Rendono noi e gli altri liberi per questo amore.

Informazioni su altre pubblicazioni sugli ordini dell’amore

Sarete informati ampiamente sugli ordini dell’amore nei seguenti miei libri:

Bert Hellinger

Die Liebe des Geistes (L’amore dello spirito)

Was zu ihr führt und wie sie gelingt (Cosa guida ad esso e come riesce)

Großformat 236 Seiten

Hellinger Publications

ISBN 978-3-00-024697-5

 

ordinabile al sito www.hellinger.com) o  www.Hellinger-Shop.com  

 

Bert Hellinger

Liebes-Geschichten (Storie d’Amore – tra uomo e donna, genitori e figli, noi ed il mondo)

zwischen Mann und Frau

Eltern und Kindern,

uns und der Welt

255 Seiten

Kösel Verlag

ISBN 13-978-3-466-30724-1

 

 

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